eubiosi

SALUTE E BENESSERE

Eubiosi ed ecosistema intestinale

5 Apr , 2021  

Un buon equilibrio ed una buona funzionalità dell’intestino dipendono dall’equilibrio e mantenimento del suo ecosistema. Un buon ecosistema intestinale, definito eubiosi, si consegue col mantenimento delle condizioni ambientali (azioni esterne) e dell’interazione tra i microrganismi che compongono il microbiota, cioè la microflora intestinale (azioni interne).

Il mantenimento dell’equilibrio intestinale e del microbiota, è regolato da meccanismi definiti di indifferenza: simbiosi, antibiosi, competizione di substrato e motilità intestinale. A determinare la regolazione dell’eubiosi intestinale è il valore del pH prodotto dalle secrezioni di acido cloridrico delle pareti gastroduodenali e dagli enzimi pancreatici.

Le modificazioni e il controllo del pH sono controllate da un sistema feedback con effetto dei sali biliari deconiugati, prodotti dalla bile e i quali costituiscono un fattore di autocontrollo. La deconiugazione degli acidi biliari viene effettuata dai costituenti del microbiota con reazioni di tipo immunitarie sia locali (per azioni delle IgA secreti dalla mucosa intestinale) sia in via generale con l’attivazione di meccanismi di difesa attraverso la produzione di lattoferrina, lisozima, ecc…

Inoltre, bisogna tener presente che le funzioni intestinali possono subire delle alterazioni e disequilibri provocati da diverse cause di natura fisiologiche, patologiche e iatrogene.

Le cause di alterazione fisiologiche delle funzioni intestinali sono dovute all’alimentazione non idonea e conforme all’età. Infatti, la composizione dei probiotici e del microbiota intestinale varia nell’età pediatrica, giovanile e adulta. Nel giovane si riscontra una presenza di concentrazione elevata di lattobatteri, mentre nell’anziano si ha una riduzione importante di bifidobatteri ed un aumento di coli-batteri, di miceti e candida intestinale.

Le cause di alterazioni patologiche delle funzioni intestinali si manifestano in seguito a malattie intestinali acute e croniche spesso causate da patologie sistemiche, alterazioni ormonali, stress, malattie immunologiche, epatopatie e sindrome del colon irritabile.

Le cause di alterazioni iatrogene delle funzioni intestinali si verificano in seguito ad interventi chirurgici e terapie con antibiotici, analgesici, antiflogistici e antinfiammatori di sintesi. Inoltre, non bisogna trascurare che alcune cause iatrogene si manifestano in seguito ad assunzione di additivi chimici farmacologici contenuti negli alimenti. Nel caso di antibiotici e di altre sostanze citate, non è solo la somministrazione diretta a provocare il danno intestinale, ma anche la loro assunzione indiretta attraverso prodotti organici quali per esempio la carne animale, vegetali e alimenti preconfezionati.

Vi sono impurità che entrano nel nostro corpo sotto forma di cibo solido e che non seguono il naturale processo di estromissione dal sistema che seguono le parti non utilizzabili dal processo individuale. Lo stesso può avvenire anche per i cibi liquidi, per ciò che è inalato con l’aria che respiriamo, ciò che è assorbito dalla pelle.

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