SALUTE E BENESSERE

Organismo. Acidificazione e conseguenze

3 Mag , 2021  

Lo smaltimento degli acidi, per la donna, è rappresentato dal ciclo mestruale. Le scorie acide derivano dall’acido urico, ovvero dallo smaltimento delle proteine animali; l’acido acetico dal consumo di dolci e grassi, l’acido ossalico dal catabolismo del cacao o degli spinaci, l’acido tannico dal caffè o tè nero, l’acido lattico dall’attività muscolare. Chiaro è che l’organismo mette in campo diverse strategie per eliminare gli acidi.

Cosa succede nella donna in menopausa?

Con l’interruzione del ciclo mestruale, l’organismo deve escogitare un’altra strategia per rendere inoffensiva l’acidificazione. Questo perché con le scorie accumulate potrebbero insorgere delle infiammazioni e anche malattie degenerative.

Per far fronte alla nuova strategia ed evitare l’acidificazione, l’organismo cerca di coniugare gli acidi con sostanze minerali estratti dalle riserve del corpo, ovvero da ossa e denti. Le riserve minerali di una donna in menopausa si trovano nelle ossa, nei denti e nei capelli. Ecco come questi sintomi sono maggiormente sentiti nell’ultima fase di trasformazione dove si parla di insorgere dell’osteoporosi.

Come sempre mi soffermo col dire che l’organismo è sicuramente una macchina indipendente e perfetta, ma ha anche bisogno di essere accompagnato nel suo cammino.

La strategia dell’acidificazione adottata dal nostro corpo si può correggere modificando a piccolo passi l’alimentazione, quindi prediligere un’alimentazione alcalinizzante. Significa arricchire la nostra tavola di frutta, verdura, legumi, semi oleosi, povera di proteine animali e dolciumi, bere tanta acqua (alcalina) per non intasare gli organi emuntori.

OSTEOPOROSI

Spesso si collega l’osteoporosi al periodo della menopausa o immediatamente successivo. L’osso, però, ha una struttura che si rimodella continuamente. Vi sono infatti alcune cellule che si disfano delle parti vecchie dell’osso: cellule osteoclasti. Poi vi sono cellule che si occupano della ricostruzione dell’osso: cellule osteoblasti.

Interessante sapere che le cellule osteoclasti sono sensibili al messaggio degli estrogeni, mentre le cellule osteoblasti sono sensibili al progesterone. Per intenderci gli estrogeni rallentano la distribuzione del tessuto osseo e non promuovono la ricostruzione. Quindi non è corretto affermare che l’osteoporosi è una malattia da carenza di estrogeni o di menopausa, ma vi è solo un rallentamento del sistema cellulare.

A questo punto la donna inizia a mangiare tanti latticini che andranno ad appesantire gli organi emuntori.

LA MENOPAUSA NON PROVOCA L’OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è un processo fisiologico legato all’invecchiamento dei tessuti che inizia già prima della menopausa, ma succede anche agli uomini; loro non sono certamente esenti da questa problematica! Lo stile di vita sedentario o un’alimentazione non congrua accentuerà il sintomo, come anche l’uso di cortisone o lassativi.

Alcuni studi hanno dimostrato che alcune donne che soffrono di osteoporosi non hanno deficienza di calcio, ma di altri minerali come magnesio e zinco. L’assunzione della Vitamina D favorisce il trasporto del calcio già presente nell’organismo incentivando la mineralizzazione delle ossa. La Vitamina D si trova nel fegato di merluzzo che ancora oggi è disponibile.

Non dimentichiamoci del Sole, la sua luce produce la vitamina D e come Naturopata non posso che consigliarti lunghe passeggiate all’aria aperta con esposizione al Sole!


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