NATURAL-GUEST

Kinesiologia dell’Anima. Benessere e Crescita personale

20 Ott , 2017  

Benvenuto/a,

oggi ti propongo un articolo diverso da quelli che hai letto fino a questo momento. Gli studi di Naturopatia mi hanno regalato una nuova conoscenza, il Prof. Bruno Ginosa.

Bruno Ginosa è Kinesiologo.

Ho avuto il piacere di ascoltarlo durante il corso di questa disciplina. Disciplina che, in Italia, è ancora troppo poco considerata. Come sempre, esistono realtà fuori porta che si dirigono, con successo, verso le cure alternative: vedi America o Cina.

Ho intervistato il Prof. Bruno Ginosa perché desidero farti conoscere la Kinesiologia Applicata o come la definisce Bruno: la Kinesiologia dell’Anima.


La prima domanda viene da sé. Cos’è la Kinesiologia? E perché la definisci: Kinesiologia dell’Anima?

Intanto per togliere qualsiasi dubbio la “Kinesiologia” con la (K) non va confusa con la Chinesiologia con la (C) che hanno due percorsi di studio totalmente differenti.

Il principio fondamentale della Kinesiologia si basa sull’utilizzo del Test Muscolare Kinesiologico valutando la risposta del sistema nervoso, che messa di fronte a determinati “Test” permette un’indagine molto approfondita sul benessere della persona.

Il “Padre” della Kinesiologia è stato il chiropratico George Joseph Goodheart che ha lasciato il corpo a Marzo del 2008.

George J. Goodheart passò tutta la vita a trovare nuove opportunità terapeutiche rispetto a quelle da lui studiate in ambito Accademico essendo stato un Chiropratico. Non soddisfatto dei risultati ottenuti dalle Medicine Convenzionali, egli cercò alternative e opportunità terapeutiche che suscitarono, da subito, l’entusiasmo di colleghi e non solo. Così, la Kinesiologia diventò, e lo è tutt’ora, una disciplina ecclettica ed estremamente importante.

Nel corso degli anni George J. Goodheart ricevette vari riconoscimenti: nel 1988 la nomina dei membri del Congresso degli Stati Uniti d’America per la Medaglia Presidenziale e nel 1980 il più alto riconoscimento civile assegnato dal Presidente degli Stati Uniti in occasione della XIII edizione degli Sport Olimpici a Lake Placid.

Ancora oggi la Kinesiologia sta facendo passi da gigante in ambito “Ecologico Terapeutico” che trova il suo utilizzo molto ben integrato con altre discipline.

Perché la definisco dell’Anima? Perché l’utilizzo della Kinesiologia è rivolto al riequilibrio dell’intero, ovvero: corpo/biochimico/strutturale/mentale che, agendo su appositi test, svolge un’azione mirata al benessere e alla crescita personale.

Uno strumento così particolare che non manca di stupire e meravigliare nelle sue applicazioni e nei risultati raggiunti.

Attraverso un percorso di crescita personale e di benessere, la Kinesiologia permette di entrare in contatto con malesseri più profondi, è come innescare soluzioni a situazioni di Stress che limitano il benessere dell’individuo che si è sottoposto a una seduta di Kinesiologia.

La Kinesiologia favorisce un riequilibrio e benessere a tutti i livelli incrementando la propria energia e le proprie potenzialità aiutando la realizzazione dei propri obiettivi.

Solo provando a partecipare ad uno dei “Laboratori di Studio o Sedute Individuali” si riesce comunque a capire quanto questa disciplina agisca in armonia e benessere per chi la pratica e per chi ne riceve un trattamento.

Kinesiologia dell’Anima perché ci fa dolcemente decollare verso i Piani di Volo della nostra esistenza. 

Bruno, quando penso a persone come te che hanno intrapreso la strada verso un nuovo mondo, perché di un mondo si tratta, mi viene in mente la famiglia. Mi spiego. Generalmente i genitori tendono a dirigere i propri figli verso lavori usuali. I tuoi genitori, hanno influenzato il tuo percorso? Hanno cercato di ostacolare le tue scelte?

È una domanda particolare è sono contento che tu me l’abbia fatta, perché mi piace toccare argomenti così importanti. Quello che ti posso dire è che ho lottato molto nella mia vita per riuscire a non essere più “malmenato” psicologicamente dai miei genitori. Negli ultimi anni ho viaggiato molto e ho attraversato molti cambiamenti andando incontro a critiche e incomprensioni. Ma non essere, ancora, comprensibile da parte dei miei genitori, è molto normale. Diversamente non potrebbe essere se non si decide di far un passo in più. Quel passo verso qualcosa che risulta diverso dalla propria formamentis.

Mi occupo di bambini e lavoro in una “Casa Famiglia” ma anche questo per mio padre non è abbastanza e non offre loro un senso di sicurezza.

Quindi le due parole chiave sono “Comprensibile e Sicurezza” e come vedi il tema centrale non è Bruno che fa Kinesiologia, ma cosa va a toccare ai miei genitori nel profondo, e Bruno diventa solo una proiezione della loro cultura e modo di pensare e agire.

Sono stato sicuramente un “Ribelle” nel cercare la verità e andando a mettere in discussione i fondamenti del principio di realtà che la società ci impone come modello, una su tutte il modo in cui ho deciso di curarmi da molti anni. Quindi per me è molto normale pensare con la mia testa, ascoltare le mie intuizioni e tutto ciò mi ha fatto vivere secondo schemi non imposti e prestabiliti. Ancora oggi ringrazio la mia apertura mentale e il talento innato di non essere facilmente condizionabile, e soprattutto a pensare in un altro modo. Un modo che ti distacca dagli stereotipi che cercano di ingabbiarti e non volerti far pensare liberamente.

Tanto per fare un esempio, se nasco figlio di un falegname e tuo padre ti vuole vedere suo erede nelle falegnameria e tu gli parli di andare a ballare in giro per il mondo, capisci bene che, se dall’altra parte incontri un’apertura rispetto ai tuoi sogni o obbiettivi e vieni incoraggiato ok, ma se invece un padre non fa altro che volerti obbligare a lavorare il legno, perché secondo lui è meglio così, di certo un bambino rischia di essere molto represso, senza contare tutte le nevrosi che possono insorgere.

I miei genitori hanno cercato di influenzarmi molte volte da quando sono nato, ma comunque alla fine ho vinto sempre io. Ad oggi che non riesco ancora a parlare liberamente con i miei genitori, del lavoro che svolgo e del mio modo di vedere le cose perché siamo proprio su un piano differente, ho deciso sempre con il mio Cuore e ne sono molto felice per questo.

Quello che mi è sempre mancato è  la pacca sulla spalla del tipo “Bravo Bruno stai facendo la cosa giusta”, ma questo si vede che era scritto nel Karma che doveva essere così. Ma se oggi ho più fiducia in me stesso è grazie alla forza e la volontà di impegnarmi in quello che sentivo buono e giusto per me.

Gli ostacoli ci sono stati da parte della mia famiglia ma ho avuto tante soddisfazioni nel riuscire a riconoscermi di nuovo rispetto a tutto quello che volevano farmi credere su me stesso.

Immagina che ora ti stia leggendo un ragazzo che nutre la passione per la Kinesiologia e dovesse trovarsi in un ambiente ostile, quale consiglio gli daresti?

Premetto la Kinesiologia non è la lebbra!!!

Certo! Diciamolo ai genitori!

La domanda non mi sembra ben posta sinceramente, perché comunque sono fermamente convinto che un ragazzo che si trova in un ambiente ostile, al di là delle sue scelte, troverà o vivrà un senso di ostilità.

L’ambiente familiare dovrebbe essere prima di tutto un luogo dove un bambino cresce sentendosi amato, protetto e lo vedo molto chiaramente lavorando con i bambini.

Dovrebbe, infatti. Per questo ti ho posto questa domanda. In realtà, non sappiamo chi ci leggerà. Noi immaginiamo che ci sia una situazione di questo tipo. Infatti tu hai avuto diversi ostacoli.

Ho imparato che nella vita se decidi di fare un lavoro su di te e “fai le cose nel modo Giusto” puoi riuscire a mettere a posto i traumi che hai vissuto. Se non lo fai non hai una crescita e una delle possibilità è quella di anestetizzarti.

Il concetto di Anima è che ognuno di noi atterra in una determinata situazione familiare. Può essere bianco, giallo, nero non so chi sia a decidere tutto questo, ma di certo è quello che accade. Quindi dal momento che hai dei genitori tutto può succedere, e da bambino non hai gli strumenti per competere con un adulto e non puoi fare altro che vivere quello che stai vivendo.

Mi auguro tanto che un bambino possa avere una felice infanzia, ma ho capito che questo mondo è duale come la notte e il giorno, il bello e il brutto. Così funziona, e se siamo qui, c’è qualcosa da risolvere. Il nostro viaggio inizia dalla famiglia di origine.

Un ragazzo che vuole diventare un bravo Kinesiologo non può farlo con la testa, ma con il Cuore, continuando ad insistere, con volontà, per realizzare il suo intento.

La Kinesiologia in questo momento è agli albori di un metodo che in futuro avrà molto successo. Si tratta di cavalcare l’onda al momento giusto e cercare di essere i primi per poterne sfruttare il momento migliore e più esponenziale.

Il tuo amore verso questa disciplina io l’ho visto, l’ho percepito e non poco. L’ho percepito durante il corso, tanto da invitarti qui, ma soprattutto ha sviluppato in me il desiderio di approfondire gli studi e di mettere in atto i tuoi insegnamenti. Per questo motivo ti chiedo: cosa hai provato quando hai compreso che la Kinesiologia dell’Anima era la tua strada e nulla poteva fermarti?

Chiamandola Kinesiologia Dell’Anima si capisce che chi segue la propria Anima comprende che ha un compito Animico da svolgere. Tutto questo passa attraverso delle fasi e la prima è quella della conoscenza di Sé. Non a caso sono qui a rispondere a delle domande, e che mai mi sarei immaginato di essere sottoposto. Conoscere se stessi vuol dire fare esperienza per capire chi sei. Come fai a capire se sei un bravo pittore se non dipingi?

Per me la Kinesiologia è stato come un amore a prima vista e insieme stiamo facendo un percorso di vita molto interessante.

Quando iniziamo un viaggio dentro noi stessi quello che succede fuori va vissuto con relativismo, non si può sapere in tanti momenti cosa ci riserva la vita. Ma quando cominci a comprendere questo gioco in cui non sei tu che conduci, ma vieni condotto, allora tutta la prospettiva e la comprensione comincia a cambiare e i miracoli cominciano ad accadere.

Ho seguito semplicemente quello che era il mio sentire, quello che sentivo nella mia coscienza ed oggi faccio cose che non mi sarei mai immaginato di fare.

Sono un terapeuta ed insegno, per me due cose Meravigliose.

In realtà la cosa che una persona deve abbracciare quando vuole realizzare i suoi sogni è la fiducia e apprezzare gli alti e bassi della vita. Non tutto va in modo lineare ed è questa la magia della vita. Ho semplicemente fatto quello che volevo e continuo a farlo e poi vedremo cosa riserverà il futuro per me.

Probabilmente, i tuoi soggetti trattati sono stati amici o parenti, ma ricordi il tuo primo paziente? Quali difficoltà aveva, o quale situazione spiacevole stava vivendo?

In verità posso dirti che mi sono trovato in casi fin da subito molto importanti. E nella mia acerba esperienza credo di aver ottenuto dei buoni risultati.

Mi ricordo di una donna che chiameremo “Maria” che abitava in Liguria. Mi aveva contattato al telefono dicendomi che non si poteva alzare dal letto.

Un giorno vado da lei per un domiciliare e trovo una donna alta all’incirca un metro e sessanta coricata a letto che pesava all’incirca 140 Kg.

Cominciamo a parlare e mi spiega la sua condizione disfunzionale, sottolineando che nessun medico era stato in grado di aiutarla e che non sapeva più come poter uscire dai suoi problemi. La Signora Maria soffriva di diabete, aveva i diverticoli, la fuoriuscita di due ernie discali, e tanta sofferenza per il suo passato doloroso. Lei non poteva essere operata alla schiena perché la sua condizione, visto anche il peso, avrebbe potuto non reggere all’operazione.

A livello Kinesiologico quello che conta e riuscire a fare i Test per avere informazioni sullo stato di salute del paziente, e cominciai da subito a prendermi cura del suo caso. Con la Signora Maria ci siamo visti almeno una decina di volte e ti posso garantire che si è rimessa in piedi riprendendo una vita semi normale.

Immagina che questa persona stava a letto e veniva imboccata da una badante!

Ogni tanto mi chiama e mi dice che ha qualche acciacco e i problemi non mancano, ma per me il risultato è stato molto incoraggiante.

Voglio premettere che senza la volontà della Signora Maria tutto questo non sarebbe potuto succedere. Dandomi molta fiducia e da parte sua molta volontà nel rimettersi in piedi, abbiamo comunque raggiunto un buonissimo obbiettivo.

Se la Signora Maria oggi cambiasse certe abitudini come quelle alimentari, potrebbe perdere peso e migliorare ulteriormente la sua condizione.

Ma come si dice “Possiamo portare un cavallo alla fontana ma non costringerlo a bere”.

Oggi, ti rivolgi ai bambini e lavori presso una casa famiglia. Perché i bambini? Probabilmente verrai letto da tante mamme curiose, diamo loro una risposta che potrebbe aiutarle in qualche modo.

Come sempre nulla succede per caso e anche lavorare con i bambini è un esperienza che non avrei mai immaginato di fare.

È iniziato tutto come volontario avendo già esperienza con persone anziane e casi di degenza. In casa famiglia, visto i risultati ottenuti con i bambini, mi è stato proposto un lavoro più continuativo. Attraverso quel percorso, che ti ho spiegato, quando segui e ascolti la tua anima tutto può succedere, senza immancabilmente stupire.

Alle mamme penso di non poter insegnare nulla, perché non esiste nulla di più bello di un sano legame fra una madre e un figlio.

Purtroppo i bambini che seguo non sono così fortunati, alle loro spalle ci sono delle storie molto pesanti e mi piacerebbe semplicemente dare un aiuto per poter far vedere la loro situazione da un punto di vista differente.

Quello che mi viene da scrivere, visto il mio vissuto e quello dei bambini che seguo, è di non perdere un punto di vista molto importante, che un figlio assorbe. Assorbe soprattutto nei primi anni di vita, come una spugna.

Se un genitore riesce a infondere sicurezza, protezione e allo stesso tempo autosufficienza e libertà di esprimersi nella sua creatività, ha già fatto veramente tanto per lui.

Sono sicuro che crescere attraverso il gioco e le risate siano gli ingredienti perfetti.

Un’ultima domanda. Se dovessi dare un consiglio ai giovani, potresti racchiudere in una frase l’idea che hai del corpo o dell’anima che si riflette in questa vita?

L’anima è reale, la materia è illusione. (Fabio Marchesi)


Bruno Ginosa, grazie di cuore per aver accettato l’intervista. Grazie per tutte le delucidazioni che, sicuramente, aiuteranno a conoscere questa meravigliosa disciplina.


Per contattare Bruno Ginosa, puoi lasciare un commento  oppure scrivere una e-mail


bginosa@gmail.com


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