SALUTE E BENESSERE

Digiuno. Sì o No

26 Feb , 2018  

Praticare il digiuno non è una novità o una moda del momento. Se ne sente tanto parlare, ma in realtà si pratica da millenni. Mettendo da parte la Quaresima e sciopero della fame per protestare contro qualcosa e qualcuno, oggi si digiuna per perdere peso. Si digiuna per provare a se stessi di essere capaci di autodisciplina o per disintossicare l’organismo o semplicemente perché è giusto farlo. Quindi, in realtà, non si comprendono i veri motivi o le ragioni per praticare il digiuno.

Fa bene digiunare? 

Si può digiunare occasionalmente. Ovvero quando vi è il sospetto che un’allergia alimentare provochi dei sintomi insospettabili.

Per esempio per un mal di testa cronico, il digiuno, seguito dalla reintroduzione di vari alimenti, uno per volta, può aiutare a identificare la sostanza responsabile.

Si placano i morsi della fame e si beve acqua a volontà. Il digiuno risulta, quindi, un “riposo” dell’intestino. Sicuramente vengono assunte meno tossine, mentre l’organismo lavora per espellere quelle accumulate. Si riduce la viscosità del sangue perché si consumano meno grassi. L’energia utile per la digestione si dirige verso il sistema immunitario potenziandolo. 

Questo è quanto si sostiene seguendo giorni di digiuno o quanto meno consumando acqua, succhi di frutta e tisane (soprattutto calmanti), ma vediamo cosa realmente succede nel corpo.

Cosa avviene quando si digiuna?

la glicemia precipita. L’organismo allora utilizza come fonte energetica le proteine, di cui i muscoli ne vanno ghiotti. Da qui, più sarà lungo il digiuno, maggiore sarà il tessuto muscolare demolito. Subentrerà stanchezza, debolezza e depressione

⇒ l’acido urico aumenta con possibilità di un attacco di gotta.

⇒ calcio, potassio e altro minerali diminuiscono con possibili effetti sul cuore.

⇒ insufficienza renale

⇒ anemia, infezioni.

Un digiuno presenta rischi reali. Evitiamo di addentrarci in questi consigli, i rischi non sono innocui. Mai digiunare perché si è in sovrappeso. Digiunare Sì, solo quando si esce da una buona abbuffata, ma mai per intervenire su sindromi metaboliche. Per queste problematiche bisogna solo seguire precisi programmi alimentari.


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